• We collaborate with producers and distributors

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  • We guarantee transparency in order to recognise quality

    We guarantee transparency in order to recognise quality

  • We comply with more restrictive sensory and chemical parameters

    We comply with more restrictive sensory and chemical parameters

  • We collaborate with the scientific community

    We collaborate with the scientific community

  • We help consumers choose discerningly

    We help consumers choose discerningly

Ceq at Olio Officina 

We know that communicating EVO is not straightforward, however, effective communications will become increasingly important in the coming years, including developing high impact communication forms for EVO to persuade consumers of its value, with new languages, forms of messages and technical information, in order to be more effective, convincing and emotional than in the past.

The average quality of olive oils has increased enormously, there are many more extra virgin olive oils than in the past; and among extra virgin olive oils, more products are distinguished by their high nutritional properties and complex and intriguing sensory profiles.

Accepting to produce less and better to achieve excellence is the new trend that CEQ - Italian Consortium of Guarantee of the extra virgin quality - has been pioneering for the last 15 years ago. The international association QvExtra! has also followed this path, along with partners in Spain, Portugal, Tunisia and with which CEQ shares quality parameters and a control system.

New languages ​​are needed to communicate sensorial and nutritional values of high-quality extra virgin olive oil, now a universal trend spreading from Italy is rippling throughout the world.

This is what emerged in the round table organized by CEQ at Palazzo delle Stelline in Milan last Friday in the frame of the Olio Officina Festival, dedicated to promotion, raising awareness and advertising, in the presence of a professional audience, institutional representatives as well as the broader public.

Maria Grazia Minisci, President Ceq, together with Soledad Serrano President QvExtra, presented the chemical-physical and sensorial quality standards and highlighted the common commitment of the two Consortia to obtaining an official recognition of high quality, taking advantage of the presence of Jaime Lillo, Deputy Executive Director and Abdelkrim Adí, Head of Technical and Environmental Unit of the International olive oil council (IOC).

Mariana Matos, general director of Casa do Azeite, underscored the enormous commitment of the Portuguese producers, who in recent years have been investing in new orchards and technologies in search of greater efficiency and quality, resulting in a significant change in the country's role in the global production geography.

Lisa Paglietti, economist FAO, presented the cooperation programs that her organization has been implementing for several years in Tunisia and Marocco, underlining the growing enthusiasm registered among private sector operators and that has led young entrepreneurs to obtain international quality awards for their extra virgin olive oil. A real phenomenon that Fao will continue to support in the coming years in collaboration with the European Bank of Reconstruction and Development.

Claudio Truzzi, Metro Italia quality manager, reiterated his group's intention to increasingly collaborate closely with Ceq in the quality control and internal training and to enrich its high-end offers.

Francesco Tabano - President of Federolio - complimenting the initiative, underlined the communication potential inherent to the common quality label of the two Consortiums, regardless of the official recognition, encouraging their commitment to promote it and the full support of its organization.

Paolo Mariani, President of FOOI (filiera olivicola olearia italiana), presented the recent engagement of its Consortium in the supply chain to deepen the aspects that make up the quality of the product through a scientific committee to facilitate communication with the final consumer.

In terms of communication, Maria Grazia Minisci and Soledad Serrano concluded it would be appropriate to simplify the language to make it more comprehensible and immediate to the consumer, as opposed to that authorized by health claims, which appear unfortunately not usable because too scientific.

 

Il Ceq a Olio Officina 

Sappiamo che comunicare l’EVO non è facile ma che sarà fondamentale farlo con efficacia nei prossimi anni, perché se vogliamo costruire valore dobbiamo formare e informare i consumatori, con linguaggi e contenuti nuovi, più efficaci, convincenti e emozionali rispetto al passato.

La qualità media degli oli di oliva è aumentata enormemente, si producono molti più extra vergini che in passato e tra gli extra vergini, sempre più prodotti si distinguono per proprietà nutrizionali elevate e profili sensoriali complessi e intriganti.

Accettare di produrre meno e meglio per raggiungere l’eccellenza è la nuova tendenza che CEQ - Consorzio italiano di Garanzia dell’Extra vergine di qualità - ha anticipato già 15 anni fa. Sulla sua strada è arrivata anche l’associazione internazionale QvExtra!, con soci in Spagna, Portogallo, Tunisia e con la quale CEQ condivide parametri qualitativi e sistema di controllo.

Occorrono nuovi linguaggi per comunicare ed esprimere le potenzialità persuasive dei vantaggi salutistici e gustativi degli extra vergini di eccellenza, ormai trend universale che dall’Italia si sta estendendo in tutto il Mondo.

È quanto è emerso nella tavola rotonda organizzata da CEQ a Palazzo delle Stelline a Milano venerdì scorso nella cornice di Olio Officina Festival, dedicata al tema della pubblicità, alla presenza di autorevoli esperti e rappresentanti delle istituzioni.

Maria Grazia Minisci, Presidente Ceq, insieme a Soledad Serrano Presidente QvExtra, hanno presentato lo standard chimico-fisico e sensoriale dei bollini di qualità e fatto il punto sull’impegno incessante comune dei due Consorzi per ottenere un riconoscimento ufficiale dell’alta qualità con la presentazione dello standard, approfittando della presenza di Jaime Lillo, vicedirettore esecutivo e di Abdelkrim Adí, capo unità tecnica e ambiente del COI.

Mariana Matos, direttore generale di Casa do Azeite ha testimoniato l’enorme impegno dei produttori portoghesi, che negli ultimi anni stanno investendo in nuovi impianti e tecnologie alla ricerca di maggiore efficienza e qualità, con un cambio sensibile del ruolo del paese nella geografia produttiva mondiale.

Lisa Paglietti, economista FAO, ha presentato i programmi di cooperazione che la sua organizzazione segue da diversi anni in Tunisia e Marocco, sottolineando il crescente entusiasmo che ha registrato tra gli operatori privati del settore e che ha portato giovani imprenditori a ottenere riconoscimenti internazionali per la qualità dei propri extra vergini. Un vero e proprio fenomeno che Fao continuerà a sostenere nei prossimi anni in collaborazione con la Banca Europea della Ricostruzione e Sviluppo.

Claudio Truzzi, responsabile qualità Metro Italia, ha ribadito l’intenzione del suo gruppo di collaborare con Ceq sempre più strettamente nel controllo qualità e formazione interna e per arricchire le sue offerte di fascia alta.

Francesco Tabano - Presidente di Federolio – complimentandosi per l’iniziativa, ha sottolineato le potenzialità comunicative insite nel bollino di qualità comune dei due Consorzi, indipendentemente dal riconoscimento ufficiale, incoraggiandone l’impegno per promuoverlo e il pieno supporto da parte della sua organizzazione.

Paolo Mariani, Presidente FOOI, ha presentato il recente impegno del suo Consorzio di filiera ad approfondire gli aspetti che compongono la qualità del prodotto attraverso un comitato scientifico per facilitare la comunicazione con il consumatore finale.

In tema di comunicazione, hanno sottolineato nelle conclusioni Maria Grazia Minisci e Soledad Serrano, sarebbe opportuno semplificare il linguaggio per renderlo più comprensivo e immediato al consumatore, rispetto a quello autorizzato dai claims salutistici, che appaiono purtroppo poco spendibili perché troppo scientifici.

 

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